RISTORANTE ANGELINA!

Le sere romane regalano un sacco di magia ed emozione. Solo chi vive in questa città può capire a cosa mi riferisco.

Girovagando per uno dei quartieri più “artistici” della Capitale, mi sono imbattuta nel ristorante Angelina (a Porto Fluviale), esso nasce da un vecchio spazio adibito alla vendita del bestiame. 

Entrando nel ristorante, la prima cosa che risalta davvero è la cura del dettaglio, il grande camino al pieno inferiore, le sedie, i piatti, le posate e le lampade, scelte non solo per arredare, ma per creare un’atmosfera familiare.

La cucina di Angelina, altro non è che una tradizione romana rivisitata in chiave moderna,  una cucina dinamica che cambia volto durante il corso della giornata.

Si parte dalla mattina con un banco di dolci vastissimo per una gustosa colazione, per il pranzo, un brunch che nel pomeriggio lascia il posto ad una splendida sala da the. Arrivata la sera, il grande angolo adiacente l’entrata destinato al cocktail bar, diventa protagonista insieme alla cena, momento che io ho vissuto in prima persona.

Un personale gentilissimo, mi guida al tavolo e qui, ad accogliermi, ho trovato un antipasto della casa con i migliori affettati del Lazio. Ricottine con erbe profumate, granella di pistacchi tostati e gustosi arancini cacio e pepe. La prima portata ha visto una fettuccina fresca all’uovo (fatta in casa) al profumo di erbette miste condite con un ragù bianco di castrato d’agnello su un letto di crema di zucca mantovana e pancetta croccante (posso garantirvi che non ne avevo mai assaggiata una più buona!!). Come seconda portata invece ho potuto gustare uno stracotto di muscolo di vitellone, il piatto è chiamato “il peposo” per la particolarità della salsa particolarmente pepata che viene fuori proprio dalla cottura del muscolo accompagnata da chips e carote viola. Per finire, un classico tiramisù con savoiardo e crema al mascarpone. Il tutto accompagnato da un ottimo vino bianco. Se avete già l’acquolina in bocca, non vi resta che portare i vostri palati da Angelina.